Spiga

Tette per sostenere Obama.

(Sexcity) Se anche le tette potessero votare Barack Obama avrebbe vinto da un pezzo. Mi spiego. Continua in America la campagna a sostegno di Barack Obama, il candidato democratico alle presidenziali USA, considerato da una parte dell'America il volto nuovo della politica del cambiamento.

In questi mesi le inziative pro Obama sono state innumerevoli, vedi l'Obama Girl, e alcune molto originali. Quella più stravagante di tutte, secondo noi, è stata la campagna "Boobs for Barack" (Tette per Barack").

L'iniziativa si è poi concretizzata nell'apertura di un sito (boobsforbarack.com), recentemente chiuso per mancanza di fondi, che accoglieva ragazze provenienti da tutte le parti del mondo che volevano offrire aiuto a Barack mostrando il seno con tatuato sopra o il nome del candidato per il Partito Democratico o il motto delle campagna elettorale di Barack.

"Tu puoi mostrare il tuo supporto ad Obama scrivendo sulle tue tette il suo nome o il suo motto elettorale. Piccole, grandi, bianche, nere, rosse, vere o rifatte, sono la parte di te che noi vogliamo vedere per aiutare Barack", così recitava lo slogan che ha lanciato l'iniziativa.
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La galleria

Il porno sbarca sul palmare.

(Il Tempo) Devan Cypher, che ha condotto una ricerca per la società Sin City Entertainment a San Francisco sull'utilizzo degli smart-phone per navigare su internet, definisce l'iPhone «il miglior amico del porno», dal momento che sarebbe in atto un vero e proprio boom di siti a luci rosse ottimizzati per la visione sul mini schermo e per la navigazione al tatto.

L'interesse è confermato da una statistica che vede un'impennata delle ricerche di contenuti hard per iPhone. Secondo Google Trends i meno interessati a questi contenuti sarebbero italiani e francesi. E la stessa Apple non fa molto per scoraggiare il fenomeno, limitandosi a garantire strumenti per i genitori per vietare ai figli di accedere a contenuti vietati ai minori.

Farley Cahen, di Avn, l'organizzazione che riunisce i colossi dell'intrattenimento per adulti, conferma che «in un anno sono sbocciati un centinaio di siti porno solo per iPhone, e si aspetta l'iPhone 2.0 per creare una rete capillare di siti a tema».

Come per Kakà anche il sosia di Roberto bolle è un attore porno.

La rassomiglianza ad un primo sguardo è ragguardevole ed imbarazzante. Il fisico poi aiuta ancora di più nel confondere i due. Come per Kakà anche Roberto Bolle, il grande ballerino del Teatro alla Scala di Milano, (in questi giorni croce e delizia del gossip estivo) ha un sosia e di quelli rassomigliantissimi, non solo nei tratti somatici ma anche nel fisico e nel sorriso, radioso, da bravo ragazzo. Ed è pure un ballerino professionista (almeno così lui dichiara). Ma, come per Kakà anche il sosia di Roberto Bolle fa l'attore porno professionista nel mondo gay. Il suo nome (ovviamente d'arte...) è Giorgio Carrera (a fianco) ed è uno dei meravigliosi ragazzi della scuderia di Belami. Non ci credete? Guardare per credere... Eccovi qualche foto ed un video. Buon divertimento!

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In sala c'è «Sex and the city», coppia fa sesso nei bagni.

Gli spettatori li cacciano via: Durante l'intervallo della proiezione, alcune persone sono andate in toilette e hanno sorpreso i due in effusioni roventi.

(Il Corriere del mezzogiorno) Galeotto è stato il film questa volta. Così è successo che a Minori, in Costiera Amalfitana, mentre una coppia assisteva a un film, fra l'altro normalissimo, "Sex and City", ha pensato bene, presi da improvviso desiderio, di appartarsi nei bagni del cinema. Così, all'intervallo della proiezione, alcuni spettatori si sono recati in bagno. E così hanno sorpreso la coppia intenta in effusioni roventi. Addirittura alcuni astanti, dopo aver bussato con insistenza alla porta del bagno della sala cinematografica all'aperto, hanno pensato che la serratura fosse rotta o accidentalmente bloccata. A quel punto hanno forzato la porta. E, dopo averlo fatto, si sono ritrovati dinanzi ai due giovani completamente nudi che stavano dando sfogo ai propri bollori amorosi. A quel punto i due ragazzi si sono velocemente rivestiti, sotto gli occhi sorpresi di alcuni astanti, e sono immediatamente scappati via. La ragazza è fuggita sullo scooter che aveva parcheggiato dinanzi al cinema all'aperto. Lui, invece, ha cominciato a inseguirla a piedi per le strade di Minori tra l'imbarazzo generale. Ma una stessa situazione imbarazzante è accaduta anche a Marina di Camerota proprio nella notte scorsa. Alcune coppie di amanti, mentre stavano dando sfogo ai propri ardori, sono state bloccate da alcuni agenti. Ed anche qui è scattata la fuga. Stavolta, almeno, al buio della notte.


Coppie e filmini hard: adesso va di moda parlare di Sindrome di Amsterdam.

(Sex and the blog) Nuove tecnologie e vecchie perversioni si sono fuse insieme. Prosegue la conquista della Rete da parte del mondo, infatti sempre più persone sono presenti in Rete grazie a blog, portali e social network. La parte hard di questo discorso riguarda l'escalation di voyerismo che sta colpendo internet. C'è chi vuole essere guardato e chi vuole vedere. E qui entra in gioco la "sindrome di Amsterdam".

Di cosa si tratta è presto detto. Sempre più coppie si riprendono in atteggiamenti molto spinti. Tantissimi mariti e fidanzati utilizzano telecamera o videofonino per riprendere la propria compagna lanciata in performance "very hot" per poi metterla in vetrina su Youporn e in qualche caso (molto soft) su Youtube. Perché? "Perché lì tutti la possono vedere, ma nessuno la può toccare" spiega Chiara Simonelli, sessuologa dell'Università La Sapienza di Roma.

Giorgio Franco, urologo de La Sapienza, aggiunge: "Un tempo si portava la moglie alle feste, vestita bene e ingioiellata. Ora c'è chi la esibisce su Internet".

Io però mi domando e dico: che problema c'è? Senza permettermi di dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, credo che siano semplicemente cambiati i tempi. Prima si faceva sesso telefonico, adesso lo si fa in webcam. Prima si andava in un club privè per conoscere altre coppie swinger, adesso ci sono portali specializzati dove fare conoscenza. La Rete ha regalato ulteriori possibilità a chi da sempre si diverte e dà libero sfogo alle proprie fantasie.

Ci sono uomini che filmano le compagne e le caricano su Youporn? Prima facevano le foto e le facevano sviluppare nei sexy shop. Poi sono arrivate le digitali e il problema si è azzerato. Ora ci sono i portali di video sharing e i siti dove collegarsi online via webcam. E' semplicemente il futuro. Che è diventato presente. Tutto qui. Non facciamo di Amsterdam una Sindrome. Vi spiace?

Tutte vogliono diventare Moana. In 5000 al casting. Online l'ultimo video porno di Moana.

Già arrivati 5mila video: ragazzine di 18 anni e signore di 40. Giurano di adorare la Pozzi e credono di essere la sua sosia. Aspiranti attrici per la fiction di Sky.

(Leandro Palestini - La Repubblica)In Italia ci sono cinquemila signore e signorine convinte di poter far rivivere il mito della pornostar Moana Pozzi in formato fiction per la mini-serie satellitare (in due puntate, regia di Marco Ponti) che andrà in onda nell'autunno 2009. Il web casting aperto da Sky sta esplodendo, arrivano a migliaia i video autopromozionali: un incredibile spaccato dell'Italia al femminile. Studentesse sexy e casalinghe irrequiete provano a sedurre con clip ammiccanti, c'è l'estetista che si sente la sosia di Moana e la cantante lirica pronta a far rivivere la pornostar con la sua voce. Il web casting e aperto a tutte le maggiorenni in cerca di notorietà (quel quarto d'ora non si nega a nessuna), per partecipare basta inviare un filmato di un minuto e il gioco è fatto. Ma per Nils Hartmann, capo della sezione Cinema di Sky, è un'estate calda. "Arriva molto materiale, più del previsto, i video sono già cinquemila. Stiamo selezionando, in un secondo tempo faremo dei provini tradizionali", spiega Hartmann, nei quali esaminerà anche dei veri attori.

Piccole Moana crescono. Sono migliaia le ventenni che aspirano al ruolo della pornostar: si raccontano nei video, espongono la loro fisicità, riceveno il voto dei curiosi del web attraverso dei cuoricini. Tra le più gradite c'è la 25enne Lolly (Loredana Fatone di Pescara) con oltre 26mila contatti e 5 cuoricini sul petto. Studentessa in lingue e disinibita barista, adora Moana: "Non è la solita pornostar, lei ha lasciato il mito di se stessa. Mamma e papà non sanno del video, ma il mio fidanzato dice che è una buona opportunità. Le scene di nudo? A Sky faranno una fiction pulita, non un film porno. Per l'erotismo sarei disposta a far vedere il mio seno (ho una quinta: più di Moana) e poi al mare vado già in perizoma. La misteriosa fine di Moana? Per me non è neanche morta: è all'estero, vive con una nuova identità".

Maria Grazia Pelusi, 27enne, foggiana, prossima alla laurea in relazioni pubbliche allo Iulm di Milano, scommette: "Il suo nome è quello di un'isola della Polinesia, sarà in qualche atollo a fare surf". Mary, che ha guadagnato 4 cuoricini dai fan, è intrigata dal lato intellettuale di Moana. "C'è una dicotomia tra il personaggio e la realtà. Era colta e pornostar, si spogliava ma era donna pensante. Trasversale, apprezzata anche dall'intellighenzia di sinistra", spiega Maria Grazia, allenata sin da ragazza a confrontarsi con "la dea Moana: gli amici insistevano sulla mia presunta somiglianza con l'attrice, mi hanno regalato la sua biografia scritta da Marco Giusti, ho scoperto una sintonia zodiacale: sono nata il 27 aprile come lei e pure alla stessa ora". Ha deciso di inviare il video folgorata "dalla visione su RaiTre di un documentario di Corrado Augias sulla vita di Moana".

Da Palermo arriva il video di Giorgia Cipolla (4 cuoricini), 19enne con "una forte passione per il teatro: ho fatto due anni di laboratorio teatrale al circolo Classico di Palermo, ma se serve faccio Moana. Sono disposta a girare scene provocanti, un po' scollata, mai il porno. Il mio sogno? Fare un film con Benigni". Come mai una teenager vuole entrare nei panni di una pornostar scomparsa nel '94, quando lei era una bimba? "Mi è arrivata l'eco di Moana, mi piace. Quello che so di lei l'ho appreso con ricerche su Internet, da Wikipedia a Youtube, più qualche intervista d'epoca riproposta in tv".

Caterina Arena, estetista di Lecco, 35enne (4 cuoricini), ricorda la morte di Moana. "Nel '94 avevo vent'anni e, passeggiando a Bellagio, i ragazzi mi fischiavano dietro chiamandomi Moana: le somigliavo", dice Katy, lusingata. "Mai visti i suoi film hard, ma ricordo lo spessore, la personalità della diva. Così, dopo aver visto i video su SkyLife mi sono detta: concorro anch'io. L'idea di svestirmi? L'ho già fatto in un dossier per l'anoressia, e tre anni fa ho fatto un provino per il Grande Fratello. A chi non piace essere guardata?".

Daniela Di Pippo (Lady DDP, tre cuoricini), 39 anni, oltre al fisico ci metterebbe la voce. "Faccio la cantante lirica, dicono che sono l'erede di Maria Callas", dice seriamente. Perché partecipa al casting? "Per gioco. Io stimo Moana: faceva la pornostar per libera scelta, non era una morta di fame, a dispetto del lavoro che faceva era una donna elegante. Dovessero scegliermi per la fiction, mi rendo conto che non potrei vestire con abiti castigati, ma io sono una persona aperta".
Su SkyLife sono rare le incursioni-video delle professioniste dell'erotismo (da Justine a Barbarina), ma a sorpresa spunta il video di un uomo, Nicola Donghi, 25enne, grafico bergamasco. Il perché di questa provocazione? "Perché io assomiglio a Moana più di quelle che vedo nei video. Farò crescere i capelli, mi truccherò, farò rivivere alla grande Moana, l'icona del porno italiano".

Provocazioni a parte, dal quartier generale di Sky, Nils Hartmann fa sapere che "attraverso un casting tradizionale cercheremo gli attori che interpreteranno i personaggi di Schicchi e Ilona Staller, per ricreare quel triangolo porno-industriale che i tre rappresentavano". E garantisce che la fiction su Moana "non sarà volgare".
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Indonesia, la magia per rendere gli uomini più dotati arriva sul web.

Dalla nonna passa al nipote il misterioso potere di far crescere di vari centimetri l'organo riproduttivo di sesso maschile... e lui lo trasforma in business su Internet.

(AdnKronos) La nonna era una vera istituzione per gli abitanti di Giava, che le riconoscevano poteri soprannaturali. E ora il nipote afferma di aver ereditato queste doti, tra cui soprattutto la capacità di aumentare le dimensioni dell'organo sessuale dei clienti di sesso maschile. Una capacità che il giovane vorrebbe mettere a frutto servendosi del mezzo più adatto a raggiungere clienti in tutto il mondo: il web. La specializzazione di Mak Erot, morta la scorsa settimana a un'età avvolta nel mistero come tutta la sua vita (qualcuno afferma addirittura che avesse 130 anni) era proprio quella di far crescere di vari centimetri l'organo riproduttivo degli uomini che si rivolgevano a lei perchè insoddisfatti delle loro misure. Nel piccolo villaggio di Caringin, Mak Erot eliminava la causa dei loro complessi ricorrendo a un rito basato su preghiere islamiche, formule magiche e pozioni di erbe.

Dopo la sua morte, questo 'dono' sarebbe passato al nipote, Saepulloh, che all'agenzia di notizie 'Detikom' ha spiegato "di essere pronto a continuare il lavoro della nonna". Il giovane aspirante santone non intende limitarsi a usare i metodi tradizionali. Con l'aiuto del fratello Andika, ha infatti deciso di creare un vero business, lanciando un sito web attraverso cui attrarre clienti in tutto il mondo.

Già ora il giro d'affari prodotto dalle doti della nonna è di tutto riguardo. Mak Erot era infatti riuscita a creare un impero di diversi miliardi di rupie, cioè diverse centinaia di migliaia di euro. Gli introiti non derivavano solo dagli interventi a beneficio di uomini poco soddisfatti di sé, ma anche dalla vendita di magliette e altri gadget con la sua immagine. La notizia degli ottimi risultati dei riti di Mak Erot aveva superato i confini del suo villaggio e la clientela di certo non mancava. Un ottimo punto di partenza per il giovane Saepulloh, che porterà la 'magia' della nonna nell'era informatica.

Le donnine chiuse nel cassetto di quel pornografo di Kafka.

(Aridea Fazzi Price - Il Giornale) Non è facile demolire il mito che si è creato intorno a Franz Kafka (1883-1924), il tormentato e sofferto autore de La Metamorfosi, Il castello e Il processo, lo scrittore boemo di lingua tedesca incompreso dalla sua epoca, il Nostradamus mitteleuropeo che anticipò gli orrori dell’Olocausto.
Al di là della sua opera, l’immagine più intensa e più duratura di Kafka ci è stata tramandata dalle parole di Milena Jesensks, la donna che lo scrittore amò negli ultimi anni della sua vita, la quale nell’agosto 1920 lo descriveva al comune amico Max Brod come «un uomo profondamente lucido, così puro e così incapace di compromesso da essere costretto a vivere asceticamente», un uomo per il quale il mondo era «un segreto mistico».
Ora, secondo uno studioso di Oxford che ha riportato alla luce una collezione di riviste esplicitamente pornografiche tenute sotto chiave dallo scrittore nella casa che condivideva con i genitori a Praga, sembra che Milena conoscesse ben poco dell’uomo.
James Hawes, autore del libro Excavating Kafka (Quercus) - uscito ieri in Inghilterra -, già vent’anni fa mentre preparava il suo dottorato su Kafka all’Università di Oxford, indagando sul manoscritto originale del Castello aveva avvertito qualcosa di falso nell’immensa industria cresciuta intorno al suo mito. Impressione, secondo lo studioso, convalidata più tardi dalle scoperta delle riviste porno, delle quali gli accademici erano certamente a conoscenza, «perché in realtà - afferma Hawes nella sua disamina - nonostante il fatto che non se ne sia mai parlato, la pornografia di Kafka non è un segreto: era nota sin dalla sua prima biografia in cui Max Brod in una nota menziona con molto tatto “dei periodici cui eravamo abbonati insieme” e biografie successive, come quella epocale di Wagenbach sulla giovinezza di Kafka, l’hanno annotato». Inoltre le lettere dello scrittore a Brod rivelano esattamente dove tenesse nascosto questo materiale porno. Il mistero, semmai, è perché sia rimasto segreto, si chiede Hawes nel suo saggio, avanzando l’ipotesi - forse un po’ semplicisticamente - che prendere in considerazione la passione pornografica di Kafka significherebbe anche rivedere la sua intera vita letteraria. Insomma, gli accademici che sono di guardia al mito di Kafka avrebbero protetto a oltranza il loro idolo da ogni contaminazione. Tanto da trascurare persino il fatto che l’uomo che inviava le riviste pornografiche a Kafka negli anni 1906-1907 era lo stesso editore che per primo pubblicò i suoi racconti nel 1908, e che, in qualità di giurato nel maggiore premio letterario di Berlino, il «Fontane», fece in modo che lo scrittore praghese lo vincesse. Il riserbo degli accademici, secondo Hawes, non investe soltanto la faccenda della pornografia ma anche certi passaggi nei diari, in cui si parla di paure esistenziali che commuovevano tanto Brod e che in realtà non riguardavano nel caso specifico la stesura del Castello bensì una recente visita in un bordello.
«Sulla scorta di queste scoperte la luce della realtà storica filtra attraverso le crepe del mito agiografico», scrive Hawes. «Troviamo allora il figlio di un milionario che per tutta la sua vita adulta frequentava prostitute e bordelli; uno scrittore spalleggiato da una cricca influente e ammirato (e lo sapeva) da quasi tutti i maggiori autori di lingua tedesca dell’epoca; un leale cittadino asburgico con un impiego statale di alto livello sicuro fino alla fine che l’impero tedesco e quello austriaco avrebbero vinto la prima guerra mondiale; un uomo che non aveva intuito l’Olocausto più di ogni altro».

James Hawes oggi è un’autorità su Kafka, con un passato di scrittore satirico e brillante che lo ha fatto paragonare a Evelyn Waugh. È “inciampato” nella raccolta di riviste pornografiche durante le sue ricerche alla British Library e alla Bodleian di Oxford. Il contenuto, «sgradevole e inquietante», giustifica che fossero tenute sotto chiave, allora come oggi, benché il titolo delle riviste - Amethyst e Opal - non rivela alcunché del contenuto.
Nel 1906 lo stesso Franz Blei - che due anni dopo avrebbe brigato per accordare il premio «Fontane» a Kafka - pubblicò a Berlino una rivista, Amethyst, in un’edizione limitata riservata strettamente a un numero di abbonati. Una copia dimenticata in un albergo finì nelle mani della polizia asburgica che ne ordinò la chiusura per immoralità. Blei non si scompose e l’anno successivo ne pubblicò un’altra cambiando il titolo in Opal che non ingannò nessuno tranne i censori imperiali. Le immagini incriminate pubblicate su Amethyst e Opal sono inserite fra pagine e pagine che non hanno nulla (o quasi) a che fare col sesso: traduzioni di Keats ad esempio, forse un po’ audaci per i tempi, piuttosto che versioni di Verlaine o citazioni dai diari di Aubrey Beardsley, il famoso collaboratore di Oscar Wilde. Kafka, che era abbonato alle riviste, ne era un lettore entusiasta, tanto da lamentarsi con Brod dei ritardi (come scrive in una lettera del 2 febbraio 1906: «Che succede all’Amethyst? Ho qui i soldi pronti e aspetto...»). L’anno successivo in agosto si portò Opal in vacanza e in ottobre si rammaricava per un nuovo ritardo.
Il libro di James Hawes riporta solo alcune di quelle immagini «scandalose» (ma che viste oggi fanno sorridere...). Scritta in una prosa colta ma spiccia, in un tono dissacrante e al tempo stesso riverente, la biografia-scandalo Excavating Kafka aggiunge una dimensione in più all’angoscia dello scrittore, senza tuttavia togliere nulla alla sua opera. Hawes vorrebbe rivalutare Kafka non come lo scrittore claustrofobico de La metamorfosi ma come un autore di black comedies. In realtà questo nuovo “scavo” di Kakfa restituisce allo scrittore praghese tutta la sua umanità. Non più un idolo, ma un uomo: se non come tutti, come tanti. È anche l’opinione di Richtie Robertson, docente di Letteratura tedesca all’università di Oxford e grande studioso di Kafka: «Fra i tanti miti su Kafka si impone sempre quello diffuso dal suo amico Max Brod che fa dello scrittore una specie di santo. È salutare scoprire le prove che dopotutto era solo umano».

Falso video per estorcere 25mila euro a novantenne.

La donna è stata sorpresa dai poliziotti dopo che aveva prelevato, da un cestino dei rifiuti in una piazza del centro, una busta che il novantenne aveva depositato pochi minuti prima e che avrebbe dovuto contenere 25.000 euro in contanti. La cifra era stata comunicata dalla ragazza via sms

(La nazione) Ricatto (mancato) a luci rosse. La scorsa notte gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Gianluigi Manganelli, hanno arrestato una congolese di 26 anni per estorsione nei confronti di un anziano di 88 anni residente a Siena.

La donna è stata sorpresa dai poliziotti dopo che appena aveva prelevato, da un cestino dei rifiuti in una piazza del centro, una busta che l'uomo aveva depositato pochi minuti prima e che avrebbe dovuto contenere, in base alle istruzioni fornite all'uomo sul telefono cellulare, 25.000 euro in contanti. Nelle ultime settimane, infatti, l'anziano aveva ricevuto diversi sms, inviati da cabine telefoniche, sul proprio telefonino, con i quali era stato minacciato di morte se non avesse consegnato il denaro. Se non avesse consegnato i soldi richiesti, dicevano i messagi, la sua casa sarebbe stata incendiata e sarebbe stato divulgato e consegnato alla polizia un presunto video che lo ritraeva mentre compiva atti sessuali con un minorenne, circostanza che l'uomo sapeva benissimo non essere vera. L'anziano si era così rivolto agli investigatori che sono riusciti ad individuare il mittente degli sms e, una volta fatto concordare il luogo dove sarebbero state lasciate le mazzette di falsi contanti, fornite alla vittima dagli stessi agenti, si sono appostati all'ora pattuita, arrestando in flagranza della congolese.

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Il porno reality di Fx.

‘Ciak si giri’ è una via di mezzo tra un reality e una docu-fiction sul mondo del porno messo in onda sul canale ‘maschile’ di Sky (Fox) Fx.

(Millecanali) La nuova frontiera del reality pare essere il ‘porno-reality’, come dimostrano i successi di "Ciak si giri" sul canale FX (del gruppo Fox) di Sky.
"Ciak si giri" sembra essere in realtà una via di mezzo tra un porno reality e una docu-fiction che Fx trasmette ogni lunedì sera alle 23,30. Il programma segue una sgangherata troupe di attori porno, professionisti e non, in Italia, a Praga, a Budapest e nei Carabi, su set e location a basso costo. La trasmissione racconta in modo molto crudo e realistico la vita degli attori e delle troupes, i passaggi in alberghi di media categoria e nelle stazioni ferroviarie dell'Est Europa. Tutto letto in una vena fortemente ironico - realistica.

Tra i protagonisti Vittoria Risi, giovane star del porno che ha fatto solo tre film e vede una grande possibilità di lancio in "Ciak si giri", l'attore Omar Galanti detto "Mister 32 centimetri", ma ci sono anche il regista della troupe Leo Salemi (che si vanta di essere stato il regista del successo di cassetta di "L'albero delle zoccole"), il produttore, di nome Cico, e un assistente di regia, il romano Franco. Come ogni simil-reality che si rispetti c'è anche il confessionale, dove si raccolgono gli sfoghi e i pensieri dei componenti della troupe, compreso quello di una costumista che non aveva mai lavorato per una produzione porno e che dice "gli attori sono seri, specie i maschi che devono stare un attimo concentrati".

Il reality sta finora ottenendo buoni risultati d'ascolto con un'audience degna del ‘vicino’ canale Fox Crime. Gli autori di "Ciak si giri" sono Serena Castana e Lillo Iacolino. "C'è sempre meno mercato per il porno 'generalista' - dice la Castana - . Ora si trova tutto gratis su Internet. E per guadagnare ci si specializza. Alla fine alcuni dei protagonisti del programma vengono fuori come dei bravi ragazzi che fanno anche un lavoro ingrato".

Al programma è abbinato anche un blog su un sito dedicato, che raccoglie le impressioni del pubblico.